Salta al contenuto principale

siteName

tagline

Torna alla home
Chiesa e disabilità, una riflessione politica
Articolo originale in Inglese

Chiesa e disabilità, una riflessione politica

L'articolo riflette sul rapporto tra la Chiesa Cattolica e le persone con disabilità, evidenziando le posizioni teologiche di Justin Glyn, gesuita non vedente australiano. Glyn sostiene che la Chiesa debba incarnare l’inclusività e riconoscere la disabilità come parte integrante dell’immagine divina. Viene inoltre sottolineata la distanza tra l’Istituzione ecclesiastica e i fedeli con disabilità, esemplificata dal mancato sostegno della Chiesa alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. L’autrice propone che oltre alla teologia, sia necessaria una riflessione politica e strutturale per superare la marginalizzazione e favorire un’autentica inclusione nella comunità ecclesiale.

Disponibile anche in

EnglishChurch And Disability, A Political Reflection

Church And Disability, A Political Reflection

The article reflects on the relationship between the Catholic Church and people with disabilities, highlighting the theological views of Justin Glyn, a blind Australian Jesuit. Glyn argues that the Church should embody inclusivity and recognize disability as an integral aspect of the divine image. It also emphasizes the gap between the Church institution and faithful with disabilities, illustrated by the Church’s refusal to ratify the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities. The author suggests that beyond theology, political and structural reflection is necessary to overcome marginalization and promote genuine inclusion within the church community.

EspañolIglesia y discapacidad, una reflexión política

Iglesia y discapacidad, una reflexión política

El artículo reflexiona sobre la relación entre la Iglesia Católica y las personas con discapacidad, destacando las perspectivas teológicas de Justin Glyn, un jesuita australiano ciego. Glyn sostiene que la Iglesia debe encarnar la inclusividad y reconocer la discapacidad como parte integral de la imagen divina. Además, se destaca la distancia entre la institución eclesiástica y los fieles con discapacidad, ejemplificada por la negativa de la Iglesia a ratificar la Convención de la ONU sobre los Derechos de las Personas con Discapacidad. La autora propone que, además de la teología, se necesita una reflexión política y estructural para superar la marginación y fomentar una inclusión auténtica en la comunidad eclesial.