Il "cieco nato" del Vangelo e la necessità di uno sguardo capace di vedere la persona prima del deficit
L'articolo riflette sull'interpretazione del "cieco nato" nel Vangelo, evidenziando l'importanza di uno sguardo che riconosca la dignità e la persona prima del limite o deficit fisico. Viene sottolineata la necessità all'interno della Chiesa di superare approcci riduttivi legati al solo handicap, promuovendo una visione inclusiva che valorizzi l'individuo nella sua totalità. Il testo invita ad un cambiamento prospettico che privilegi relazioni autentiche, umanità, e partecipazione piena alla vita ecclesiale e sociale, contrastando stigmatizzazioni e esclusioni. La dimensione teologica diventa così uno strumento di sensibilizzazione e valorizzazione della persona con disabilità.












